I legali di C.O.D.A. richiedono risarcimento per danno causato dall’illegittima detenzione di un richiedente asilo nel CIE di Ponte Galeria

Centro Operativo per il Diritto all’Asilo: CIE di Ponte Galeria: richiedente asilo liberato con una settimana di ritardo, le autorità di p.s. risarciscano il danno causato dall’illegittima detenzione.
Nonostante il Tribunale di Roma avesse disposto la sospensione del diniego della Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale, un cittadino nigeriano – tuttora richiedente asilo e pertanto non espellibile – è stato rilasciato con sette giorni di ritardo dalla comunicazione della decisione del Tribunale.
“Nessuno Stato Contraente espellerà o respingerà, in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche” (Art. 33 Convenzione di Ginevra, 1951).
Coloro che esprimono la volontà di richiedere asilo per legge acquisiscono immediatamente lo status di “richiedente asilo” e lo mantengono fino all’intervento di una “decisione definitiva”.
Tale status è stato riconfermato a seguito dell’intervento dell’autorità giudiziaria che ha sospeso gli effetti del diniego ricevuto dalla Commissione Territoriale di Roma, che tra l’altro non ha tenuto conto della situazione, tristemente nota, di violenza estrema e generalizzata in cui attualmente versa la Nigeria.
Inspiegabile, illogico ed illegittimo è allora il trattenimento presso un Centro di Identificazione ed Espulsione di una persona il cui rimpatrio è per legge interna (art. 19 D.Lgs. 286/98) ed internazionale assolutamente vietato.
Le autorità di p.s. hanno provveduto al rilascio del richiedente asilo ben sette giorni dopo essere venuti ufficialmente a conoscenza dell’intervento del Tribunale, reiterando una prassi ritenuta dal Centro Operativo come inutilmente repressiva e radicalmente illegittima. È per questo che si procederà a richiedere alle autorità responsabili il risarcimento del danno causato dall’illegittima privazione della libertà personale, comportata dal trattenimento presso i CIE.

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