Disponibilità alloggiativa per il primo rilascio del permesso di soggiorno per Status di Rifugiato

Roma, 11 maggio 2015

Il Centro Operativo per il Diritto all’Asilo ha ricevuto alcune segnalazioni riguardanti l’illegittima richiesta inoltrata dalla Questura di Roma di dimostrazione della DICHIARAZIONE DI DISPONIBILITÀ ALLOGGIATIVA ai fini del RILASCIO del permesso di soggiorno per STATUS DI RIFUGIATO.

La Questura di Roma ha notificato in questi giorni alcune comunicazioni ex art. 10-bis l.n. 241/1990, con le quali ha illegittimamente richiesto a cittadini stranieri titolari dello status di rifugiato la dimostrazione della disponibilità di un alloggio, erroneamente ritenuta necessaria al fine di ottenere il rilascio del relativo permesso di soggiorno.

Tale richiesta non si fonda su alcuna disposizione di legge ed anzi viola i fondamentali diritti dei rifugiati, costretti a subire ulteriori ritardi nella già prolungata attesa del rilascio del titolo al quale hanno diritto, che dovrebbe avvenire nel termine massimo di 60 giorni dalla richiesta così come stabilito dall’art. 5 co. 9 d.lgs.286/98.

In questo modo la Questura sta negando il diritto al soggiorno e l’esercizio dei fondamentali diritti allo stesso connessi quali l’accesso al servizio sanitario nazionale, il diritto a sottoscrivere un contratto di lavoro o di locazione o anche ad allontanarsi dall’Italia.

Si pensi, per meglio comprendere il grado di estraneità alle disposizioni di legge di tale prassi, che i titolari di status di rifugiato e protezione sussidiaria NON sono tenuti a dimostrare la disponibilità di un alloggio idoneo nemmeno in caso di richiesta di ricongiungimento familiare.

Anche a seguito della già segnalata prassi della Questura di negare illegittimamente il rinnovo del titolo di soggiorno per protezione internazionale e umanitaria, in mancanza della dimostrazione della disponibilità di una “dimora reale ed effettiva” sul territorio di competenza della Questura di Roma, il Centro Operativo per il Diritto all’Asilo intende adire le competenti Autorità Giudiziarie, anche al fine di ottenere il risarcimento del danno subito dai titolari di protezione internazionale colpiti da tali prassi.

Verrà altresì inoltrata una segnalazione alla Corte dei Conti al fine di evidenziare il possibile danno erariale che tali prassi, in palese contrasto con la normativa italiana, europea ed internazionale in materia di asilo, potrebbero apportare allo Stato.

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