Corte d’Appello di Roma: “Condotta ostruzionistica della Questura verso un richiedente asilo curdo”

tribunale-corte-appello-imago--672x351Corte d’Appello di Roma: quando la condizione di inespellibilità dello straniero è riconosciuta in sede giurisdizionale la Questura deve rilasciare un permesso di soggiorno per motivi umanitari, come previsto dall’art. 28 DPR 394/1999.

Leggi la Sentenza CdA Roma motivi umanitari inespellibilità

La Corte d’Appello di Roma si è pronunciata sulla vicenda di un cittadino turco curdo, assistito dal Centro Operativo per il Diritto all’Asilo, al quale la Questura di Roma illegittimamente negava dal 2012 il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari a cui pure aveva diritto in quanto ritenuto inespellibile ai sensi dell’art. 19 d.lgs. 286/1998 con pronuncia del Giudice di Pace di Roma.

Il ricorrente infatti rischiava di subire persecuzioni e trattamenti inumani e degradanti se rimpatriato, a causa della sua appartenenza etnica e delle sue opinioni politiche e tale circostanza era stata accertata dal Giudice di Pace di Roma in un’ordinanza risalente al 2012. La Corte d’Appello di Roma si è espressa in termini molto netti ed ha ribadito che laddove la sussistenza dei motivi umanitari che rendono lo straniero inespellibile sia accertata in sede giurisdizionale la Questura debba automaticamente e in maniera vincolata rilasciare il relativo titolo di soggiorno. Inoltre, la paradossale situazione in cui versava il ricorrente, inespellibile secondo la pronuncia del Giudice di Pace risalente al 2012 ma al quale di fatto la Questura non intendeva rilasciare alcun permesso di soggiorno, deve essere considerata come una sorta di “limbo” giuridico che, illegittimamente, lo esponeva “a tutte le notorie incertezze (ed anche alle possibili strumentalizzazioni, ad esempio da parte di eventuali datori di lavoro) derivanti dal mancato possesso di un titolo giuridico di legittima permanenza nel territorio dello Stato”.

Infine la Corte d’Appello ha evidenziato “la condotta ostruzionistica della Questura, tradottasi in una patente violazione della previsione legale dettata dall’art. 28 del Regolamento”, condotta che era stata denunciata dal Centro Operativo per il Diritto all’Asilo già nel 2013 e a cui poi è seguita la proposizione del ricorso accolto dalla Corte d’Appello.

la proposizione del ricorso accolto dallCorte d’Appello di Roma.

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