INCONTRO A SELAM PALACE TRA MIGRANTI, ISTITUZIONI E ASSOCIAZIONI PER IL PROBLEMA DELLE RESIDENZE

ll 6 Agosto 2015 una delegazione composta da Gabriella Guido, portavoce della campagna LasciateCIEntrare, l’on. Arturo Scotto, capogruppo di SEL alla Camera e Bianca Benvenuti del CODA (Centro Operativo per il Diritto all’Asilo) ha visitato Selam Palace grazie al supporto di Cittadini del Mondo, associazione che da anni lavora con i migranti all’interno del palazzo.

I volontari dell’associazione Cittadini del Mondo hanno illustrato alla delegazione la situazione drammatica di numerosi rifugiati di Salam Palace impossibilitati a rinnovare il permesso di soggiorno perché non rispondono al requisito “formale” della residenza. Selam Palace é un palazzo occupato situato nella periferia di Roma. Al momento ospita circa 800 persone, provenienti per lo più dal Corno d’Africa. Il palazzo è stato occupato nel 2006 ma, malgrado alcune persone vi abitino stabilmente da circa 10 anni, nessuno può eleggere la propria residenza a Selam Palace. 

L’abitare presso Selam Palace, infatti, impedisce di poter ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno perché si tratta di un edificio occupato e, secondo l’articolo 5 del Decreto Renzi-Lupi n. 47 28/03/2014, “chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”. Per questa ragione, anche gli abitanti del Selam Palace sono stati costretti ad indicare alla Questura una residenza fittizia; anche questa soluzione provvisoria non è più praticabile da quando, negli scorsi mesi, la Questura di Roma ha iniziato ha richiedere come requisito necessario la residenza per il rilascio o per il rinnovo del permesso di soggiorno. Il mancato rinnovo del permesso di soggiorno nega di fatto numerosi diritti basilari, tra cui: accesso al servizio sanitario nazionale, diritto a sottoscrivere un contratto di lavoro o di locazione, diritto ad allontanarsi dall’Italia. Tuttavia i suoi residenti sono soggetti vulnerabili titolari di protezione internazionale (rifugiati politici, titolari di protezione sussidiaria e umanitaria).

Il CODA denuncia, ancora una volta, la prassi illegittima della Questura di Roma di richiedere la dimostrazione della disponibilità di una “dimora reale ed effettiva” all’interno della provincia di Roma e la conseguente iscrizione anagrafica presso il relativo indirizzo per il  rinnovo dei Permessi per protezione internazionale. In questo modo la Questura sta negando il diritto al soggiorno e l’esercizio dei fondamentali diritti connessi ai richiedenti che hanno effettuato l’iscrizione anagrafica nel Comune di Roma presso le associazioni e gli enti abilitati (Centro Astalli, Casa dei Diritti Sociali ecc.).

Il CODA chiede nuovamente alla Questura di Roma di recepire quanto prima la circolare del Ministero dell’Interno del 18 Maggio 2015 che chiarisce che ”l’assenza di iscrizione anagrafica non può, comunque, rilevare ai fini del predetto rinnovo, in quanto il suddetto titolo di soggiorno, emesso dal Questore del luogo di dimora, è il presupposto per I ‘iscrizione anagrafica e non anche il contrario”. In assenza di tale recepimento, la Questura di Roma si renderà responsabile di una grave violazione dei diritti basilari di migliaia di persone vulnerabili attualmente presenti a Roma.

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