Inaugurazione di “Casa dei Venti – un centro senza centro-“

dal sito di Laboratorio 53

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Luogo di incontro, scambio, conoscenza e condivisione, creatività e solidarietà, in cui si riceve e si dà. Quando la propria casa è lontana, il sentimento di familiarità è una continua ricerca: ricerca di libertà e protezione nello stesso tempo. Avvertiamo il bisogno di vento, di qualcosa che arriva e va, che ti attraversa e ti cambia, di lasciarsi travolgere o accarezzare. I venti sono le persone che attraversano la casa, che entrano dalla finestra o dalla porta, che stanno per un po’ di tempo mescolandosi con gli altri e poi volano verso altri confini, terre, orizzonti.

Venerdì 18 Marzo, durante l’evento verrà presentato il rapporto di Coda 

La Casa dei venti è un progetto di Laboratorio 53 e Servizio Civile Internazionale, con la collaborazione dell’ASGI, all’interno della Città dell’Utopia. Vuole essere una risposta a ciò che caratterizza il sistema di accoglienza nazionale e territoriale: esclusione sociale, marginalizzazione, passivizzazione, razzismo, criminalità organizzata, business. Per opporre un’altra visione delle migrazioni, delle politiche e della comunità a venire. Il sistema di accoglienza si caratterizza infatti non solo per carenze in termini di posti e risorse, ma anche per la frammentarietà dei servizi – con conseguente perdita di risorse ed energie e poca fruibilità -, la concentrazione sui bisogni primari (mangiare, dormire, lavarsi), la creazione di spazi-ghetto, di confinamento e di contenimento senza prospettive (in particolare nel territorio di Roma è importante la presenza del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo – CARA – di Castelnuovo di Porto, distante circa 40 km dalla capitale, mal collegato e con una capienza di 650 posti). Le possibilità di incontro tra la cittadinanza e i richiedenti asilo sono molto limitate, e in molti centri non è permesso entrare se non si è ospiti o se non si ha l’autorizzazione rilasciata dalle autorità competenti. Questi dati hanno delle conseguenze rilevanti. Da un lato sottolineano la tendenza politica, a livello sia nazionale che locale, di mantenere il fenomeno migratorio sempre al livello di “emergenza”, garantendo risposte ai soli bisogni primari e non promuovendo invece pratiche di accoglienza e inserimento sociale più ad ampio raggio per i migranti, nemmeno per coloro che ricevono protezione e che quindi non sono più temporaneamente presenti nel territorio. Secondo questa impostazione, i bisogni di socializzazione, di ricostruzione dei legami interpersonali e di inserimento nel tessuto sociale non rientrano tra i bisogni primari, nonostante siano di fondamentale importanza per la cura e la riabilitazione di chi scappa da guerre, persecuzioni e torture. Di fatto, i richiedenti asilo sono trattati alla stregua di meri corpi da accudire (in un’ottica di puro assistenzialismo) o da cui difendersi (in un crescente e intollerabile meccanismo di emarginazione) e non come risorse da valorizzare sul piano umano, sociale, culturale. La mancanza di un luogo di socializzazione ha inoltre conseguenze sui rapporti tra la cittadinanza e i richiedenti asilo, che vengono identificati con rappresentazioni mediatiche fuorvianti, allarmistiche quando non espressamente razziste. In risposta a tutto ciò, orami da anni la Città dell’Utopia è la cornice dove vengono sperimentate varie forme di partecipazione sociale e di attivazione della cittadinanza che hanno, tra gli altri temi, anche quello del diritto d’asilo e della libertà di movimento. Casa dei venti intende mettere a frutto le esperienze maturate e costituirsi come un punto di riferimento per richiedenti asilo e rifugiati a Roma e per tutti coloro che sono interessati a capire qualcosa del fenomeno aldilà dei mass-media e delle informazioni filtrate, offrendo loro la possibilità di ascoltare storie, incontrare persone, scambiare conoscenze. Si tratta di un centro diurno, aperto 5 giorni a settimana, dove i richiedenti asilo potranno trovare una serie di attività, in parte già attive: – Sportello di primo orientamento ed accoglienza – Gruppo di auto-mutuo-aiuto – Gruppi di orientamento legale – Assistenza legale – Supporto psicologico – Osservatorio sui centri di accoglienza – Scuola di italiano A queste attività specifiche si affiancheranno seminari, laboratori (teatro dell’oppresso, danza-movimento-terapia, ludopedagogia, radio, ecc…) corsi di vario interesse, percorsi di autoformazione, serate di approfondimento, incontri di promozione dell’informazione sulla normativa sull’immigrazione, e altro ancora! Riprenderà inoltre il Makì, progetto che intende favorire l’incontro attraverso il cibo. Una volta al mese, alla biosteria della Città dell’utopia verranno cucinati i piatti di provenienza dei richiedenti asilo, si ascolteranno storie, si conosceranno culture diverse. Il tutto prevede il coinvolgimento dei volontari del Servizio Volontario Europeo, favorendo l’atmosfera internazionale di Casa dei venti, nonostante il suo radicamento sul territorio. Casa dei venti è aperta a qualsiasi collaborazione, idee ed energie, venite a scoprire tutte le novità il 18, 19 e il 20 marzo 2016 all’inaugurazione e a cominciare un nuovo percorso insieme!

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