T.A.R. Campania: difensore di fiducia puo’ accedere agli atti sull’istanza per il pds

L’avvocato con mandato di rappresentanza che lo richiede può avere accesso a tutti gli atti relativi all’istanza di rilascio del permesso di soggiorno del proprio assistito, compreso il provvedimento conclusivo. T.A.R. Campania n. 369 del 22 gennaio 2016.

Leggi la Sentenza del TAR Campania n.369 del 22 gennaio 2016

Con un’importante pronuncia il T.A.R. Campania si è pronunciato sulla diffusissima prassi delle questure di non permettere al difensore di fiducia con mandato di rappresentanza di avere accesso al provvedimento con cui l’autorità competente si esprime in merito alla richiesta di rilascio del permesso di soggiorno del proprio assistito.

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La Corte di Cassazione si esprime contro la detenzione nel CIE di Ponte Galeria di una giovane apolide

corte di cassazioneUn’importante ordinanza è stata di recente pubblicata dalla Corte di Cassazione in relazione a un caso seguito dal Coda. La pronuncia riguardava una giovane donna apolide di fatto trattenuta per più di due mesi presso il CIE di Ponte Galeria nonostante risiedesse in Italia da oltre 20 anni e fosse madre di 5 figli di cui 4 minorenni all’epoca dei fatti.

leggi qui la Sentenza della Corte di Cassazione n. 19201/2015

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LE SORPRENDENTI DICHIARAZIONI DEL DIRIGENTE DELLA QUESTURA DI ROMA MANCINI SUL PROBLEMA DELLE RESIDENZE

Selam PalaceDurante la trasmissione “Restate Scomodi” di Radio 1 del 23/09/2015 (link) è stato intervistato il Dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, Fabrizio Mancini. E’ ormai noto che dall’inizio dell’anno l’Ufficio Immigrazione di Roma non rinnova il permesso di soggiorno ai titolari di protezione internazionale e umanitaria che non dimostrano di avere una “dimora effettiva”, attraverso la presentazione del certificato di iscrizione anagrafica. Non è più considerata valida infatti la residenza stabilita presso un indirizzo non esistente che si poteva richiedere in una delle associazioni accreditate o presso i servizi sociali dei Municipi.

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L'”iscrizione anagrafica per il rinnovo del permesso di soggiorno”, non solo una procedura amministrativa

“A tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”. Questa è la motivazione con cui oggi l’Ufficio Immigrazione non ha rinnovato a un ragazzo, seguito da C.O.D.A., il permesso di soggiorno per motivi umanitari, ottenuto nel 2011. Il motivo è la mancata iscrizione anagrafica, un “indirizzo di dimora fisso e reale e non virtuale”, senza considerare che l’iscrizione presso il Centro Astalli è a tutti gli effetti di legge equivalente a quella presso gli indirizzi “territorialmente esistenti”.

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