LE SORPRENDENTI DICHIARAZIONI DEL DIRIGENTE DELLA QUESTURA DI ROMA MANCINI SUL PROBLEMA DELLE RESIDENZE

Selam PalaceDurante la trasmissione “Restate Scomodi” di Radio 1 del 23/09/2015 (link) è stato intervistato il Dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, Fabrizio Mancini. E’ ormai noto che dall’inizio dell’anno l’Ufficio Immigrazione di Roma non rinnova il permesso di soggiorno ai titolari di protezione internazionale e umanitaria che non dimostrano di avere una “dimora effettiva”, attraverso la presentazione del certificato di iscrizione anagrafica. Non è più considerata valida infatti la residenza stabilita presso un indirizzo non esistente che si poteva richiedere in una delle associazioni accreditate o presso i servizi sociali dei Municipi.

Come CODA riteniamo necessario riprendere le dichiarazioni del Dirigente Mancini rilasciate durante la trasmissione e spiegare perchè questa prassi è illegittima e ingiustificata.

Secondo il Dirigente “la legge prevede l’obbligo di iscrizione anagrafica per tutti i cittadini stranieri” e che “è competenza dei questori della Repubblica il rinnovo dei permessi di soggiorno” e non del Ministero dell’Interno che con una circolare (link) aveva richiesto di interrompere questa prassi. Secondo la legge la richiesta dell’iscrizione anagrafica non è un requisito necessario ai fini del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno. Ancora secondo Mancini il motivo per cui questa prassi è stata introdotta recentemente è giustificata dal fatto che “la residenza fittizia era dedicata inizialmente solo a soggetti con determinati bisogni e che negli anni questo fenomeno si è diffuso e allargato a un numero spropositato di persone”. Era quindi necessario bloccare questo fenomeno che non garantiva più la possibilità per la Questura di reperire e rintracciare i titolari di protezione.

Tale necessità della Questura non deve andare a discapito del rinnovo del permesso di soggiorno e dei diritti ad esso connesso, né deve dare adito a prassi discriminatorie, contrastando la normativa che prevede in questi casi la possibilità dell’autocertificazione per tutti i cittadini. La disputa tra la Questura di Roma e il Ministero dell’Interno, sta, di fatto, creando notevoli disagi a un alto numero di persone, come testimonia la situazione degli abitanti del Selam Palace (link).

        Infatti, un ulteriore elemento che, secondo la Questura, ha inciso sull’avvio di questa nuova prassi è il decreto Renzi-Lupi che vieta la possibilità di richiedere la residenza nelle case occupate, dove, è risaputo, vivono molti cittadini stranieri e titolari di protezione internazionale ed umanitaria, che altrimenti non avrebbero un luogo in cui vivere, viste le croniche inadempienze del sistema di accoglienza. Anche questa dichiarazione non ci appare sufficiente dal momento in cui la residenza fittizia non veniva dichiarata nel luogo di dimora, ma presso le associazioni accreditate. Inoltre molto spesso i centri d’accoglienza e i municipi stessi si rifiutano di far iscrivere gli ospiti.

A circa un anno di distanza, l’unico risultato prodotto da questa prassi è il rischio che si sviluppi un “mercato” nero delle residenze, ma soprattutto la presenza di migliaia di persone a cui è stato negato il rinnovo del permesso di soggiorno ma per legge rimangono non espellibili perchè titolari di una protezione internazionale o umanitaria. La loro precarietà ed invisibilità non puo’ che accrescere, impossibilitate a trovare o continuare un lavoro regolare e ad accedere ai servizi socio-sanitari.

Condanniamo questa prassi illegittima e chiediamo ancora una volta il ripristino dello stato precedente e l’applicazione della normativa.

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